Tuesday, 30 August 2011

la fine di un'amicizia

Poco tempo fa mi è capitato di litigare con un'amica per una stupidaggine (dal mio punto di vista).
La cosa mi ha lasciata un po' di stucco e un sapore amaro in bocca; non tanto per l'aver perso una persona con cui mi trovavo bene a chiacchierare e far festa, ma perché ha messo in dubbio la mia auto stima.
Se qualcuno non ha più voglia di passare del tempo con me, di confidarmi i suoi stati d'animo, di rendermi partecipe delle sue gioie e dei suoi dolori, allora forse è perché non me lo merito. Non ispiro confidenze. E la gente non sente il bisogno di stare con me.
Vabbè. In fondo sono una solitaria e io stessa non ho molto bisogno degli altri. Però mi capitano dei momenti in cui ho un coso sullo stomaco per la necessità di vedere gente amica, che mi apprezza e mi trova simpatica, con cui posso chiacchierare e stare serena. Al momento per fortuna ho di queste persone attorno. Speriamo di non litigare con tutti!!

Friday, 12 August 2011

Nudismo e altre libertà

Durante il mio viaggio in Tibet ho conosciuto una kiwi (così sono chiamati i neo-zelandesi dagli inglesi). Vent'anni, hippy del nuovo millennio, capelli rasati durante un corso di meditazione a Koh Samui (i rasta le facevano troppo caldo), scalza per la maggior parte del tempo (i cinesi restavano shoccati, mentre tra gli indiani si mimetizzava). Piedi nudi per essere a contatto con Madre Terra. E nudismo come senso estremo di libertà.
Un po' la invidio perché io sono proprio l'opposto. Pudica al massimo. Mi vergogno a farmi vedere anche da mia mamma. Non so se riuscirei mai ad andare in una spiaggia nudista. E l'unica volta che mi sono messa in topless ero su un materassino bene al largo. Scalza sì, quello sempre, in casa, a volte anche per strada. L'unica forma di libertà da abbigliamento che mi permetto.
A Lhasa, mentre Hilde e io ci siamo tatuate una stellina, lei sul piede, io sul collo, Emma (questo è il suo nome) si è impressa un fiore di loto tra i seni. Combattuta tra la voglia di dirlo al ragazzo e il desiderio di fargli una sorpresa al suo ritorno, un mese dopo, quando finalmente avrebbero potuto riunirsi carnalmente (non che fossero consumati dal desiderio perché comunque, avendo una relazione aperta, durante il periodo che vivevano separati erano liberi di intrattenere rapporti con altri e si raccontavano a vicenda delle avventure amorose che avevano). Ci raccontava del body-painting che faceva in Nuova Zelanda (ovviamente corpo completamente nudo), delle foto nudiste che faceva con Roby, il suo ragazzo, delle feste senza vestiti che faceva con i suoi amici. A Lhasa dividevamo la camera con Lee, un ragazzo inglese, e non aveva alcun problema a spogliarsi completamente anche davanti a lui. Ora mi è capitato di guardare alcune sue foto su facebook, anche lì nuda. Nuda lei e nudo il ragazzo. C'è una foto di Roby, nudo, con la torre Eiffel sullo sfondo. Lei e Roby nel deserto. Lei con una bella scritta sulla schiena, che sfoggia senza pensare minimamente di nascondere i seni capienti.
Ecco. Mi chiedo se questo sia sincera voglia di libertà o se sia esibizionismo. Perché a volte mi sembra portato all'estremo. Non è un po' poco rispettoso degli ospiti girare per casa nudi in loro presenza? O è solo un preconcetto derivante dalla mia educazione cristiana ultra-conservatrice?
Ah ah! Mi ero illusa di essermi un po' allargata di vedute dopo aver vissuto a Londra. Parlo schiettamente (o meglio, come un uomo) di qualsiasi argomento, sconvolgendo a volte le ragazze presenti e facendo ridere i maschietti. Mi scoccio se qualcuno mi dice che una donna che vomita o rutta fa schifo mentre per gli uomini questo è accettabile. Oppure che una donna che parla di sesso è deplorevole. Eppure sono qui a criticare una ragazza per la quale non ci sono limiti e che ama vivere come si sente, non accetta un lavoro che vada contro i suoi principi, e vive nell'amore e nel rispetto reciproco.
Vorrei io essere capace di fregarmene veramente di quel che dice la gente.